IL FONDATORE DELLA U.E.B.

Il piccolo Jesse era pieno di domande come: “Chi ha fatto Dio?”, ma senza risposte. Il padre di Jesse era un contadino olandese in Pennsylvania, molto serio e severo. Egli esigeva che Jesse e le sue sorelle ubbidissero in modo totale a tutto ciò che egli richiedeva. La famiglia adorava Dio e ogni domenica si metteva in fila su una panca nella chiesa per ascoltare attentamente ciò che il predicatore diceva. C’erano molte regole su cosa si doveva fare o non fare. E non ubbidire alle regole era un peccato. Alcune di queste regole non erano neanche nella Bibbia. C’erano talmente tante regole che il giovane Jesse col tempo iniziò a preoccuparsi. Gli pesava particolarmente il pensiero della morte. Se avesse dovuto morire, sarebbe andato nella presenza di Dio? Il peso del peccato era diventato insopportabile e aveva tanta paura di morire. Non sapeva cosa fare, non riusciva a essere bravo come si pretendeva da lui. Pensava che diventando un membro della chiesa avrebbe risolto il problema. Gli fu detto: “Tu sei troppo giovane!”, ed egli pensò: “Per me è impossibile arrivare in Paradiso, tanto vale che continui a peccare”. Non aveva più speranza e per otto anni visse come voleva, molto lontano da Dio. Un giorno uno dei compagni di Jesse lo invitò ad alcuni incontri di evangelizzazione all’università. Una sera dopo tanta insistenza da parte del compagno Jesse andò. L’uomo che parlava disse: “Dio ti ama. Non importa quanto sia brutto il tuo peccato, Dio ha mandato il suo unico Figlio per morire al posto tuo…” Egli stava parlando di Gesù! Quella notte stessa Jesse credette che Gesù Cristo era stato punito per il suo peccato e i suoi peccati furono perdonati… il suo cuore era pieno di gioia. Finita l’università, lavorava e predicava. Presto, però, dimenticò che la salvezza era un dono di Dio. Predicava anche lui le regole come “non si dovevano usare bottoni sui vestiti, le donne non dovevano mettersi cappellini comperati” ecc., e di conseguenza perse la gioia nel Signore. Un giorno lesse un libro di D.L. Moody, il suo interesse per il contenuto crebbe. D.L. Moody diceva che la salvezza era un dono di Dio, per grazia, non bisognava faticare per ottenerla. Era difficile per Jesse crederlo, ma un giorno improvvisamente capì. Dio, per mezzo dello Spirito Santo, gli aveva mostrato che la salvezza è gratis. Bisogna solo riceverla. Egli comprese che era stato salvato dal peccato mettendo la sua fiducia in Cristo, non osservando le regole. Fu sopraffatto dalla gioia. “Non sono le regole!”, ripeteva ovunque andava. “Basta ricevere il dono gratuito della salvezza!” e citava il versetto: “Poiché gli è per grazia che siete stati salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio”.

 

 

Jesse Overholtzer, fondatore della U.E.B. (seconda parte)
E più predicava, più le leggi e le regole che imponeva diventavano rigide. Un giorno cominciò a leggere un libro del noto predicatore D.L. Moody. Nel leggerlo il suo interesse crebbe. Moody diceva che la salvezza era un dono di Dio, ricevuto per grazia, non bisognava faticare per ottenerla. Era molto difficile per Jesse crederlo, perché sin dalla sua infanzia tutti i predicatori che aveva ascoltato, avevano insegnato che si è salvati tramite l’ubbidienza alle regole.
Un giorno, mentre potava gli alberi di pesche, improvvisamente capì. Dio, per mezzo dello Spirito Santo, gli rivelò che la salvezza è gratuita. Bisogna solo riceverla. Jesse comprese che era stato salvato dal peccato ponendo la sua fiducia in Cristo, non osservando le regole. Fu sopraffatto dalla gioia. Volendo precipitarsi a condividerlo con la moglie, quasi cadde dalla scala a pioli (si era sposato poco dopo essere diventato predicatore). “Anna, sono salvato! Sono salvato!”, esclamò. “E ne sono certo!” Egli le mostrò il modo in cui anche lei, poteva mettere la sua fiducia nel Signore Gesù Cristo come suo Salvatore; le mostrò che non doveva lavorare per avere la salvezza, ma che Gesù aveva pagato per tutti i suoi peccati. A quel punto, anche lei ricevette Cristo. “Non sono le regole!”, ripeteva ovunque andava. “Basta ricevere il dono gratuito della salvezza!” e citava il versetto: “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio” (Efesini 2:8).
Un giorno Jesse stava leggendo un sermone di un grande predicatore di Londra, Charles Spurgeon. Improvvisamente, Jesse interrompendo la sua lettura, esclamò: Spurgeon, tu hai torto! Hai torto!” Ciò che aveva appena letto, diceva che anche un bambino può essere salvato dai suoi peccati e può essere certo di andare in Cielo. È probabile che Jesse in quel momento si ricordasse di come lui aveva tentato di salvarsi da bambino, però senza riuscirci. “No, pensò, “queste cose sono per gli adulti, non per i bambini!” Mise da parte il libro, ma Dio non gli permise di dimenticare ciò che Spurgeon aveva scritto.
Così Jesse decise di verificare se fosse vero ciò che aveva scritto Spurgeon. Raccontò ad alcuni bambini la storia di Gesù, del suo amore e spiegando loro del suo dono gratuito della salvezza. Quei bambini cedettero e pregarono, chiedendo al Signore Gesù di entrare nei loro cuori! Passati alcuni mesi, la mamma di uno di loro, vedendo il cambiamento nella vita del figlio, chiese al pastore come poter sperimentare anche lei tale trasformazione. Quei bambini stavano obbedendo a Dio e crescendo per somigliare sempre più a Lui.
Tutti questi fatti convinsero Jesse che Spurgeon aveva detto la verità. Egli, inoltre, trovò nella Bibbia parole molto importanti che il Signore Gesù aveva dette ai suoi discepoli mentre era sulla terra. I discepoli avevano tentato di impedire ad alcuni genitori di portare i loro bambini a Gesù; ma Gesù aveva replicato: “Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate… (Marco 10:14). Jesse Overholtzer diventò molto entusiasta all’idea di far conoscere il Signore Gesù ai bambini e iniziò a parlare a tutti i bambini del vicinato. Ben presto molti di loro ricevettero Cristo come loro Salvatore.
Un giorno, Jesse capì che Dio voleva che lui aiutasse i bambini di tutto il mondo a imparare ciò che egli aveva cercato di capire con tanta difficoltà: ossia come andare in Paradiso e come ricevere il perdono dei peccati. La sua visione era questa: ogni bambino in ogni luogo, in ogni città, in ogni nazione e in ogni continente deve poter conoscere Dio, il Creatore e Signore. Nel 1937, Jesse Overholtzer iniziò dunque un’organizzazione missionaria, chiamata Child Evangelism Fellowship ovvero in italiano Unione per l’Evangelizzazione dei Bambini (U.E.B.). La sua strategia era di organizzare incontri per i bambini chiamati “Club della buona Notizia” (Ora Felice) a scopo di insegnare loro la Parola di Dio. Sollecitava i credenti ad aprire le loro case o a usare i locali delle comunità per svolgere queste Ore Felici. Coloro che insegnarono nelle Ore Felici potevano frequentare dei corsi per imparare come trasmettere la Parola ai bambini. Pian piano l’opera si espandeva, prima negli USA e poi anche in altre nazioni. Jesse pregava molto sia per i bambini sia per gli adulti affinché lo aiutassero a raggiungere l’obiettivo che Dio aveva messo nel suo cuore.

Oggi l’opera della U.E.B. è presente in tante nazioni e ha oltre 2900 collaboratori a tempo pieno e decine di migliaia di volontari. Proprio in quest’anno si celebrano negli USA gli 80 anni dalla fondazione. Un po’ di anni fa il fratello J. Overholtzer è andato con il Signore. Gli obiettivi della missione, però, non sono cambiati: insegnare ai bambini la Parola di Dio perché il Padre in Cielo non vuole che neppure uno di questi piccoli perisca. (Mt. 18:14).

Cosa posso dare io a Lui,
povero come sono?
Se fossi stato un pastore,
Gli avrei portato un agnello.
Se fossi stato uno dei magi,
avrei fatto la mia parte.
Adesso cosa Gli posso dare?
Vorrei darGli il mio cuore.